E ora? Quali sono gli obiettivi? 🤔


Viviamo tutti in una situazione di emergenza e tutti noi siamo chiamati ad affrontarla. Una realtà nuova, sconosciuta e soprattutto incerta e che ci turba profondamente. Dobbiamo cambiare il nostro stile di vita e questo non è affatto facile.

Ma come la vive un atleta professionista questa situazione?

Bhe non lo so in generale, vi posso dire come la vivo io…. 😅


Le gare annullate e nessuna certezza su quelle che verranno. Inoltre stare vicino ad altri atleti anche semplicemente per allenarsi non è cosa consigliabile nell’ottica del nostro obiettivo comune: rallentare la diffusione del Covid-19. D’altronde ce lo dicono i medici, è l’unica cosa buona che possiamo fare, anzi, è l’UNICA COSA che DOBBIAMO fare: stare lontani uno dall'altro.



Difficile pensare agli obiettivi stagionali, alla programmazione degli stessi, ai ritiri in quota, alle gare “preparazione”. La psicologia sportiva ci insegna che il primo passo per preparare degli obiettivi è la definizione degli stessi, nel senso di farseli propri, di svegliarsi la mattina e pensare a quella data, a quella gara. In questo clima non si può, o meglio, è complicatissimo: ci sono dei “SE”, dei “MA” e degli “SPERIAMO” che annullano qualsiasi certezza a riguardo dei propri obiettivi.

La mia prima gara a cui puntavo (la Tiliment) è stata annullata, e le successive sarebbero la Rocky Mountain del 2 maggio e subito dopo la Capoliveri Legend Cup. Quindi mi devo allenare in funzione di quelle?

In questo clima di incertezza la risposta sarebbe teoricamente “SI”.

Chi mi segue sui social da anni sa che ho modificato la mia preparazione col passare del tempo focalizzando man mano maggiori attenzioni sulle sensazioni e sull’aspetto mentale piuttosto che sulla “precisione numerica”. Attualmente sono dell’idea che maggiori sono le energie che si incanalano nel controllare i numeri a cui si aspira e meno sono le energie per affrontare con serenità le difficoltà giornaliere a cui un atleta professionista è chiamato a convivere, aspetto che ritengo di gran lunga più importante.

Mi ritengo perciò avvantaggiato perché oggi più che mai l’allenamento perfetto è funzione di quanto questo clima apocalittico ci turba e quindi di come lo viviamo, dei pensieri che ci sopraggiungono, e delle relazioni con l’ambiente.

Fare degli allenamenti estenuanti in questo momento per arrivare al top della forma ai primi di maggio? No, non credo sia una cosa giusta per la mia salute e dei miei cari.

Sappiamo tutti che l’attività fisica regolare ci fa stare bene e alza le difese immunitarie, questo è chiaro. Ma attenzione, non è che un po' di sport fa bene e tanto sport fa meglio. Anzi, gli allenamenti estenuanti acidificano il corpo e indeboliscono le difese immunitarie.

Quindi cosa farò?

Per il mio bene e per il bene della mia famiglia adotterò una preparazione meno “spinta” e più salutare, uscirò con la mia Genius per allenarmi divertendomi senza tanti fronzoli e per "tenermi in forma".



Uscire nei boschi in solitaria è bellissimo, libera la mente, ci fa stare bene, la natura ci trasmette positività e tanta energia. Ne abbiamo tutti bisogno. Anche semplicemente passeggiando, non per forza in MTB.



Durante i miei allenamenti, soprattutto nelle discese, mantengo sempre un po' di margine di sicurezza, anche perché mi alleno sempre da solo, ed ora più di prima andrò ancor più in sicurezza. Gli ospedali hanno già un’enorme mole di lavoro da affrontare e non hanno certo la possibilità di ricevere uno scemo che si è fatto male in mountainbike!

Quindi, anche se non sembra dai video che ho pubblicato fin'ora, viaggio sempre in sicurezza!

Anche in questo articolo non ho voluto dare consigli, sarebbero comunque quelli che si sentono alla TV o si leggono sui giornali, ma vorrei far passare il messaggio che l’obiettivo della salute collettiva deve essere sopra qualsiasi nostro personale obiettivo.


A presto 😉


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