Il mio 2018: una debacle?

In un recente articolo pubblicato sulla rivista MTB Magazine, vengono riportate delle ipotesi sul mio anno povero di risultati altisonanti, un articolo sottoforma di intervista a Mario Noris, mio DS.


Mario usa nelle sue risposte i termini dubitativi “non so”, “forse”, “magari”, avanzando delle ipotesi riguardo alla mia preparazione, enfatizzate poi dal giornalista con un “bhe non è un caso che Juri abbia deciso di lavorare senza un preparatore…” 😱 Con ciò un lettore poco attento, (1+1…) capisce che il sottoscritto ha fatto una stagione sottotono a causa del suo preparatore e della cattiva preparazione proposta.


Vorrei smentire categoricamente questa ipotesi ☝ Simone è uno dei preparatori più bravi, competenti e soprattutto completi, è il 🔝. Lui ha un metodo particolare, unico, che sta sotto l’egida dello #spostailtuolimite, una filosofia di vita che abbraccia diversi aspetti della vita quotidiana oltre che degli allenamenti.

Simone mi ha fatto crescere in maniera percettibile in quanto a numeri, ma soprattutto mi ha insegnato ad affrontare le difficoltà, le avversità in maniera naturalmente efficace, ha ingrandito enormemente la mia zona di confort e mi ha insegnato cos’è l’antifragilità oltre a darmi degli spunti interessanti sulla gestione mentale delle mie performance. Simone è un grande! Punto! Le ragioni per le quali quest’anno mi sono lasciato da lui dal punto di vista professionale le avevo già spiegate in questo articolo.


Ma allora cosa è successo a Ragnoli nel 2018?

perché non ha vinto come nel 2017?

1) ALCUNI PROBLEMI FISICI 🤕


Ho avuto 2 grossi problemi fisici che mi hanno scombinato i piani:


- Il primo è stato causato dalla gara di trail running da 43 km fatta il 4 novembre 2017 per la quale le mie articolazioni non erano preparate adeguatamente. Ciò ha portato ad un edema spongioso al ginocchio (qua l'articolo...) che mi sono tirato dietro fino a gennaio, costringendomi a rinunciare a lavori specifici di forza oltre che più in generale ledendo la mia serenità e la mia tranquillità. Questo ha portato a livello atletico a delle basi molto meno solide rispetto a quanto preventivato.



- Una gastrointerite poi mi ha letteralmente prosciugato in un periodo delicato per la preparazione al mondiale, ovvero nelle prime due settimane di agosto. Purtroppo in questo periodo, giorno dopo giorno, non riuscivo a capire se ne ero venuto fuori se non facendo allenamenti sopra le 3 ore dai quali tornavo a casa aimè finito come un cadavere ☠. Il primo allenamento fatto bene è stato al Grand Raid al quale mi sono ritirato alla quinta ora in quanto sarebbe stato troppo rischioso, ancora in convalescenza da questa brutta infezione, arrivare all’arrivo spremendomi fino all’osso in un periodo così delicato. Sta di fatto che la preparazione per il mondiale è stata così severamente intaccata ed abbiamo dovuto ripiegare a fare il possibile in sole 3-4 settimane, ed anche in questo caso io e Simone abbiamo tirato fuori veramente il meglio conquistando poi una top 10.



2) ALCUNI PROBLEMI MECCANICI 🛠


Al Campionato Europeo, il 22 aprile, ero arrivato con una preparazione non proprio ottimale a causa del problema scritto sopra, ma stavo veramente facendo una garona. A ¾ di gara ero a medaglia, ma una foratura mi ha messo fuori dai giochi 🤦‍♂. Comunque Top 10 finale.



Altra foratura alla 100 km dei forti, secondo classificato 👍.


All’Alta Valtellina non avevo ambizioni, arrivavo da un periodo di stacco per ricaricare le energie 🔋 per prepararmi al meglio per il mondiale. Ne ho approfittato per provare dei nuovi materiali, ma non è andata come speravo 🤷‍♂ anche se a livello di prestazione potevo giocarmi il podio, in effetti il livello assoluto è stato molto basso (parlano i tempi sulle salite se confrontati con il 2017)


3) ALCUNE OCCASIONI MANCATE 😓


La più grande sconfitta l’ho subita alla Dolomiti Superbike, siamo arrivati in 5 in pochissimi secondi ed io ho concluso proprio quinto 🙄. È stato un finale folle, la volata l’abbiamo fatta nei 4-5 km di discesa che portava al traguardo superando a doppia velocità tantissimi amatori che stavano facendo il percorso corto il quale aveva in comune con noi proprio l’ultima discesa. Alla fine ha vinto il più sfrontato/spericolato, ed io mi recrimino in questo caso il mio troppo buonismo e la mia poca cattiveria agonistica che mi frenava quando dovevo sfrecciare pericolosamente a pochi centimetri dagli amatori per rischiare letteralmente di conquistare un posto sul podio 😐

Alla Hero avevo una condizione molto simile al 2017, ma aimè persi nel momento più sbagliato una borraccia con i viveri necessari per performare al meglio 🍼.



E alla Capoliveri è stato uno smacco essere superato da due avversari negli ultimi 20 metri costringendomi alla medaglia di legno 😒.


4) ALCUNI AVVERSARI PIÙ FORTI 🤷‍♂


Mi viene in mente in questo caso il campionato italiano in cui, probabilmente, anche il più forte Ragnoli di sempre non avrebbe potuto fare meglio del secondo posto conquistato 🥈. In quella gara Porro ha praticamente spianato l’ultima salita meritandosi il tricolore ed io non ho potuto fare altro che accontentarmi della piazza d’onore. Nessuna recriminazione in questo caso 💁‍♂



Bhe ho detto tutto.


Mi spiace deludervi, ma non sono un fenomeno che vince nonostante acciacchi, cadute, intoppi, ecc ecc, non ho nemmeno i numeri di un campione, spesso mi salvo con una gestione energetica e tattica ottimale, studiando i percorsi e facendo affidamento sui miei punti di forza 💪


Io sono semplicemente Juri, io SOLO con una preparazione ottimale e la giusta serenità psico-fisica può ambire ad essere tra i primi al mondo, ed è quello che tenterò di fare finché ne avrò la voglia ❗❗❗


A presto 😉


E buon 2019 🤙🤙🤙


#JR88

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