LA MIA RICETTA

 
CORE TRAINING

Il mio allenamento nel corso degli anni è cambiato parecchio. 

All'inizio della mia carriera, quando ero juniores, seguivo alla lettera delle tabelle di allenamento imparando tanto sulle varie tecniche di allenamento, così poi dal 2007 al 2014 ho voluto dedicare maggior attenzione alle mie sensazioni, uscivo senza nessun tipo di ciclocomputer, i miei allenamenti si basavano sulle sensazioni che avevo nella settimana precedente e sulle gare a cui puntavo così decidevo numero di ore, percorsi, intensità a sensazione e cadenza di pedalata anche questo ad intuito.

Ho imparato tantissimo in questo periodo, non tanto sulle tecniche di allenamento più innovative, ma a fare una cosa che ritengo molto più importante, l'ascolto il proprio fisico.

Dal 2015 però ho voluto allenarmi in modo molto più preciso e ragionato, d'altro canto sono ingegnere.

Così ora mi alleno con misuratore di potenza Quarq, monitoro i battiti cardiaci (solo per completezza) ed analizzo i dati delle gare per vedere in che modo avrei potuto gestire le situazioni durante il corso della gara per ottimizzare la performance.

#spostailtuolimite questa è la filosofia che seguo attualmente, anzi, più precisamente è la filosofia del mio preparatore Simone Bortolotti (qui il suo sito internet). Con lui decido che tipo di allenamento fare, settimana per settimana, in funzione del periodo e delle sensazioni che ho cercando sempre di esaltare i miei punti di forza ed allo stesso tempo migliorare quelle che sono le mie lacune.

 

 
MENTAL TRAINING

Ritengo, e ne sono convinto, che quello che fa la differenza tra un campione ed un atleta di alto livello sia la capacità di gestire le enormi capacità della nostra mente.

La mente si può allenare, o meglio, si possono allenare tutti quei meccanismi attraverso i quali la mente interagisce con il nostro corpo.

Con l'esperienza ho  imparato a gestire l'ansia pregara, a gestire al meglio il dolore atletico, a tenere alta la concentrazione nei momenti importanti, a pormi degli obiettivi ragionati, a gestire l'errore o l'imprevisto durante le competizioni.

Con un'analisi attenta e strutturata di ogni processo mentale coinvolto nella prestazione atletica si può ottenere quel "qualcosa in più" che contraddistingue il campione.

Fondamentale in questa attività è il supporto di mia moglie Claudia Maffi (qui potete vedere la sua attività di psicologa dello sport) con la quale discuto in varie occasioni della psicologia dello sport a 360°.

Con il mio coach Simone (vedi qui) seguo un modello mentale ideato da Giuseppe Vercelli chiamato S.F.E.R.A.

Il coaching con il modello S.F.E.R.A. presuppone di procedere con metodo, nell’individuazione delle variabili considerate importanti e delle spiegazioni plausibili di un determinato corso di eventi, al fine di ripristinare l’integrazione mente-corpo-ambiente, condizione necessaria per consentire la realizzazione della massima prestazione potenziale.

 
L'ALIMENTAZIONE

“Ci sono cose che vanno fatte ogni giorno.

Mangiare sette mele la domenica sera invece che una al giorno

semplicemente non produrrà l’effetto desiderato.” 

Jim Rohn

 

CARBURANTE

PROTEZIONE

REGOLAZIONE TERMICA

RIPARAZIONE DEI TESSUTI

In ognuno di questi punti c'è dentro un mondo ed ognuno è fondamentale. Io cerco di trovare, per ogni aspetto sopraelencato, gli alimenti ideali.

Cerco prima di tutto di non sottovalutare il carburante e la qualità dello stesso.

In generale evito alimenti trattati come zucchero raffinato e farina bianca, faccio fatica a digerire latte e derivati e quindi li evito, mentre mangio parecchi legumi, frutta, verdura, uova, soia e derivati, e carni tutto il più possibile biologico.

La colazione ritengo sia il pasto in cui la scelta degli alimenti assunti sia fondamentale per un'ottimo allenamento/gara. La mia colazione tipo prevede frutta, avena, uova, gallette di riso con marmellata fatta in casa (da me), frutta secca, te e caffè. Le quantità dipendono dal consumo calorico previsto durante la giornata.

Nel post allenamento la mia alimentazione è dipendente dal tipo di allenamento effettuato, se esso è stato blando è abbastanza della verdura, legumi e frutta, mentre se è stato intenso o prolungato cerco di ristabilire subito le scorte di glucosio nei tessuti assumento zuccheri semplici come un dolce e poi un pasto completo con carboidrati complessi, verdura e frutta (anche oleosa).

Nella mia cena non mancano mai le proteine, specie quelle di derivazione vegetale, quindi legumi, spinaci, piselli ecc ma anche animali, quindi uova, pesce e carne.

Durante gli allenamenti mangio principalmente barrette fatte in casa (by Claudia) a base di avena, farina di riso, datteri (o fichi) e miele!

Evito il più possibile gli integratori, ritengo che facciano bene solo a chi li vende. Io integro con la mia alimentazione solo con dei sali minerali solo in occasione di allenamenti molto lunghi e con caldo cocente, in questi casi non si riuscirebbe fisicamente ad assimilare tanti liquidi quanti se ne perdono e quindi dei sali minerali aiutano. Evito quindi tutto il resto, in special modo proteine in polvere e amminoacidi ramificati.

 
DOVE...

Secondo il mio parere l'ambiente in cui si vive, ci si allena e ci si riposa è spesse volte sminuito.

Chi è abituato a vivere in città non ci fa caso al traffico, chi è abituato a stare in montagna non fa caso all'aria pulita ed al silenzio.

A volte siamo un pò oppressi dall'abitudine.

Ritengo che questi sono ingredienti fondamentali per il vivere bene, in pace con se stessi e con l'ambiente, fondamentali per il mio essere atleta per il recupero di energie psicofisiche tra un allenamento e l'altro.

Ora abito in Franciacorta, in un piccolo borgo, ma durante i miei allenamenti cerco di andare lontano dal traffico, e tra il sebino, l'alta val trompia e l'alta val sabbia ho di che sbizzarrirmi. Quando faccio scarico il lago d'iseo è d'obbligo, nonostante un pò di traffico, mentre sono felice quando faccio gli allenamenti lunghi, con molte salite, nei quali attraverso posti in cui regna la natura e la tranquillità, dove le strade sono strette e ripide e le macchine passano molto di rado.

In estate mi piace molto soggiornare in montagna, prolungo il soggiorno quando ho le gare in trentino ed alloggio spesso all'hotel Savoia nei pressi di Passo Pordoi, ormai la mia seconda casa (qui ci sono delle info) oppure a Livigno, all'Alpen Village Hotel.

Insomma dò molta importanza all'influenza che ha l'ambiente sul mio stato fisico, ho la convinzione che la caratteristica dell'ambiente in cui si vive può rispecchiarsi in una certa misura anche dentro di sé.

 

 
CON CHI...

Anche le persone che mi circandano giocano un ruolo importante nella mia preparazione.

Per ovvie ragioni il mio preparatore atletico Simone e mia moglie, ma anche i compagni d'allenamento, il mio DS e tutto il team.

L'aria che si respira all'interno dello Scott Racing Team è molto scherzosa in generale, ma altrettanto professionale nei momenti importanti.

Cerco di imparare qualcosa da qualsiasi persona che incontro, non si smette mai di imparare. Ho imparato molto dai miei primi allenatori/direttori sportivi e da tutti quelli che sono stati miei compagni di squadra fin'ora.

Come hanno molta importanza le persone che credono nelle mie potenzialità, hanno importanza dal canto loro anche le persone che non credono in me, queste mi danno molta carica agonistica soprattutto nei momenti difficili.

Ultimi, ma non ultimi per importanza, sono tutti i miei fans e più in generali tutti quelli che si interessano di me, che leggono i miei risultati e quelli che mi tifano. Loro sono fondamentali per avere quel di più che può fare la differenza durante la preparazione.

 

 
CON COSA... LA MIA MTB

Un mio grande amico nonché grande realizzatore di telai ed alcuni componenti di MTB è convinto che ogni bici abbia un'anima. Anch'io credo che la mia bici non sia solo un'oggetto, uno strumento di lavoro/divertimento, è qualcosa di più, non so se questo si possa chiamare "anima", ma se per anima si intende l'essenza di una personalità, di un'unicità stante a sé stessa che è in grado di trasmette emozioni ed energia allora si, ha un'anima.

Per questo motivo la mia bici va preparata, ogni suo componente, ogni fibra di carbonio deve contribuire a rendere performante la prestazione che è chiamata a compiere insieme a me. 

Il biker non si deve adattare alla bici, ma sarà piuttosto la bici ad adattarsi allo stile del biker in funzione del terreno e più in generale del percorso sul quale sono chiamati alla prestazione.

Io dò grande importanza ai particolari, 2 millimetri sulla sella o 0,05 bar di pressione delle gomme sono significativi. 

In base al tipo di percorso di gara scelgo in primo luogo quale bici utilizzare, generalmente la spark su percorsi sassosi e con dislivello non eccessivo mentre la scale per terreni più lisci, con più dislivello e salite lunghe e ripide, e poi tutto il resto.

Importantissime le gomme, le ritengo il componente più importante solo dopo il telaio, e mi ritengo fortunato ad avere Schwalbe come sponsor fornitore, le nuove gomme con mescola Addix sono il top su qualsiasi terreno. Uso spesso il Racing Ralph da 2.25, mentre il Thunder Burt lo utilizzo su terreni scorrevoli. La pressione la tengo relativamente bassa (1,1-1,15 all'anteriore e 1,35-1,45 al posteriore) e la regolo in base al terreno.

Modifico spesso la posizione in sella e l'inclinazione della sella stessa, parlando di pochi millimetri. Più la gara prevede molto tempo su ripide salite e più porto avanti la sella, inclinandola in giù e abbasso il manubrio.

Da non molto tempo utilizzo il reggisella telescopico Syncros Dropper 2.0 con 100 mm di escursione, lo ritengo un componente fondamentale! Tenendo una posizione più bassa del corpo si ha una stabilità nettamente superiore con possibilità di ritardare la frenata, di fare angoli di piega più spinti e di effettuare con più disinvoltura i tratti tecnici e ripidi.

Quando salgo sulla mia bici prima di una competizione devo essere sicuro che è pronta a dare il meglio, questo è un punto di forza da cui parto per la prestazione.

Profilo2.png